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"LOGICA E WEB SEMANTICO: TEORIE ED APPLICAZIONI"
Tesi di Laurea Specialistica in Teorie della Comunicazione, Università degli Studi Roma Tre, Maggio 2007
di Marco Romano
Azienda ospitante: Epistematica Srl
Relatore: Prof. V.M. Abrusci
Co-relatore: Dott. R. Maieli
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Con il Web Semantico si cerca di realizzare pienamente il Web così come lo ha pensato fin
dall’inizio il suo ideatore, Tim Berners-Lee. In breve: servizi, applicazioni ed agenti
“intelligenti” che interagiscono nella Rete grazie alla possibilità che viene loro offerta,
attraverso il “passaggio di una mano di metadati” sul contenuto multiforme del Web, di
conoscere che cosa essi stanno manipolando mentre agiscono per conto nostro, compiendo azioni
per noi, alleggerendo il nostro impegno cognitivo e mostrandoci solamente le informazioni (che
dovrebbero essere) più utili per noi, per le nostre ricerche e le nostre attività, prelevandole
dalle remote vastità del Web.
La possibilità di sfruttare finalmente in maniera utile la notevole capacità di calcolo dei nostri
computer anche nel Web (rispetto al quale fino ad oggi essi operano quasi esclusivamente come
terminali di accesso) scaturisce principalmente dal ricorso a specifici linguaggi con cui diventa
possibile etichettare l’informazione, al contempo strutturandola in unità logicamente relazionate
(con livelli di granularità variabile di caso in caso), in maniera tale da poter rappresentare, e
presentare in maniera sfruttabile dalle macchine, il contenuto informativo del Web. E’ proprio
questa attività di descrizione del Web a produrre lo strato di “metadati” (informazione
sull’informazione) che, con eccessiva leggerezza, viene annunciato come il significato delle risorse
nel Web – interpretazione approssimata che dà origine al nome di Web Semantico.
Il modello del Web Semantico risulta, così, perfettamente radicato nel tradizionale approccio
simbolico dell’informatica, sostanzialmente basato sulla netta separazione tra sintassi e semantica:
da una parte una semantica che presuppone significati stabili, dati una volta per tutte, e dall’altra
la nuda sintassi che può essere agevolmente trattata dai calcolatori e che serve a manipolare
concretamente le risorse a cui sono state “appiccicate” delle etichette con sopra scritto cosa
esse siano o, meglio, come esse debbano essere utilizzate, poiché l’interpretazione è funzionale
all’esecuzione dei passi di qualche algoritmo.
Il Web Semantico, in verità, compie degli innegabili passi avanti rispetto alla tradizione
dell’informatica precedente. L’applicazione ad un ambiente di rete quale il Web, infatti,
ha comportato l’evoluzione dal modello che prevede un’unica teoria del significato predefinita,
e imposta, all’apertura ad una rete di modelli, dove ciascuno può utilizzare il linguaggio
formale comune a tutti (grazie agli standard RDF e OWL) per costruire il proprio modello, per
immettere nella Rete la propria conoscenza strutturandola come più ritiene opportuno e,
parallelamente, riformando come meglio crede la conoscenza condivisa.
Tuttavia, non si scampa ancora all’approccio simbolico: tutto funziona e può funzionare
solamente preservando la distinzione tra sintassi e semantica. La semantica del Web Semantico,
infatti, è costruita come un ulteriore strato di linguaggi, funzionalmente equivalenti a tutti
gli altri già visti nella storia dell’informatica, adatti a descrivere il significato inteso
delle risorse costruite con linguaggi di livello più basso nella pila dei linguaggi Web.
Ciò vale a dire che il Web Semantico, rinviando la Semantica ad un livello esterno, diverso
da quello dove realmente si trovano le risorse, continua ad operare in maniera tecnicamente
sintattica.
In questa tesi, oltre a presentare criticamente il progetto del Web Semantico così com’è
inteso al W3C, sono lanciate alcune idee circa l’applicazione al Web Semantico di un nuovo
approccio, quello geometrico, suggerito dalla affascinante possibilità di costruire modelli
dimostrativi puramente geometrici esibita dalla Logica Lineare, che coniuga la rigorosità del
formalismo logico con la rappresentazione attraverso modelli liberi dalle intraducibilità del
linguaggio.
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Immagine: Ritratto di Aristotele, opera
di Lisippo. Kunsthistorisches Museum, Vienna
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