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ONTOLOGIA DELL'ESPERANTO
La descrizione formale in OWL-DL della grammatica dell'Esperanto
di Marco Romano e Luca Severini
© 2006 Copyright Epistematica Srl
DOI 2006: 10.1683/ab0003

Il lavoro prende origine dall’idea di pensare quale potesse essere la lingua più adatta per parlare in linguaggio naturale con un computer. Si è pensato così all’Esperanto, la lingua artificiale nata ufficialmente nel 1887 per volontà e grazie all’opera del medico polacco Zamenhof, uno studioso appassionato che voleva sviluppare una lingua puramente internazionale. Da allora l’Esperanto è stato adottato da una consistente comunità di parlanti, si contano nel mondo 1.600.000 persone che sono in grado di sostenere una conversazione non banale in questa lingua (vedi Esperanto su Wipikedia). La scelta è caduta sull’esperanto grazie alla semplicità ed alla regolarità della sua grammatica, che rendono più semplice ad un sistema informatico comprendere la struttura di un discorso.

Il progetto della Ontologia dell’Esperanto si propone come uno dei primi tentativi di produrre una descrizione formale di un linguaggio non formale per mezzo di strumenti innovativi quali le ontologie per il Web Semantico.

L’obiettivo è stato quello di costruire uno strumento grazie al quale poter rendere riconoscibile ad un calcolatore la forma logica di frasi di varia complessità espresse in Esperanto. Di qui si può arrivare ad immaginare uno scenario applicativo in cui nel web siano disponibili servizi innovativi che possono essere interrogati dagli utenti in linguaggio naturale, senza pretendere da essi alcuna competenza in un linguaggio d’interrogazione per database. L’ontologia è stata scritta in OWL-DL, una versione del linguaggio raccomandato dal W3C per il Web Semantico che permette il ragionamento automatico, utilizzando l’editor di ontologie Protégé, sviluppato dall’Università di Stanford (USA), ed avvalendosi della possibilità di collegarsi col ragionatore software Racer Pro, prodotto da Racer Systems, per effettuare classificazione e validazioni automatiche. Le ontologie in realtà sono tre: una per l’analisi grammaticale, una per l’analisi logica ed una per l’analisi del periodo, dove l’ontologia di più alto livello si riferisce ai concetti di quella di più basso livello. In questo modo, una volta qualificate le varie parti del testo al livello più basso, vengono per inferenza dedotte quelle a livello più alto.

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Immagine: La Torre di Babele, Pieter Bruegel il Vecchio, 1563

 

Ontologie in formato OWL: Leggi il paper in lingua Esperanto: